Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL

venerdì 24 ottobre 2014

LA SALERNO CHE FU’ ! (17)


La Nonna della casa popolare di fronte al campo sportivo Donato Vestuti di Salerno, si chiamava Carmela. Era piccola di statura, un poco rotondetta ma energica, combattiva, decisa. Quando era serena, cantava, ma anche quando le cose non andavano bene.

Non si lasciava mai abbattere da niente.
Era anche un poco maliziosetta e molto, molto  vivace. Raccontava sempre che quando era ragazzina, insieme alle sue amichette, prendeva in giro i ragazzini suoi coetanei che andavano a scuola. Si metteva una mano sulla guancia e gridava: 
<<  Come mi fa male Stu-dente… >>

Mio Nonno finì per diventare alcolizzato, e lei evidentemente aveva molto sofferto per questa situazione. Si era dovuta rimboccare le maniche, per così dire, per far crescere i Figli. Per anni e anni l’aveva avuto poco a casa. Adesso se lo ritrovava davanti malato e bisognoso di assistenza continua. Le liti erano frequenti anche perché Nonna Carmela aveva un carattere molto forte. Il suo soprannome era:  “A Carabinier!”    (La Carabiniera!) 

Non se le mandavano a dire i vecchietti, erano molto espliciti nello scambiarsi affettuosità. Con mia Nonna c’era poco da annoiarsi e poi non si bisticciava solo col Nonno. No! Spesso anche con i vicini. Me la ricordo anche in occasione dei suoi frequenti bisticci con mio Padre, con una sedia in mano, appena trattenuta da un suo Figlio.
Dall'altra parte c’era mio Padre con la sedia gemella in mano, a fatica trattenuto da mia Madre.



E poi era quella delle Frasi Famose:
<< Piangi, piangi, fa bene, quando ti sposi ridi…>>

Quando mi menavano a casa, e io correvo da lei piangendo!

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<< Mazza e Panella fanno i Figli belli…>>

Sempre quando le prendevo, alternava le due frasi a seconda dell’ispirazione. E non era neanche vera l’affermazione. Con tutte le paliate da me subite, da grande sarei dovuto essere bellissimo.

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<< Quando si mangia, si contatta con la morte… >>

Quando a tavola, invece di mangiare si faceva un poco di confusione, tanto per mantenerci in allegria! Era imbattibile quando al tempo delle ciliegie o delle castagne, uscivano quelle con i vermi, noi le lasciavamo e lei se le mangiava tutte.
  
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<< Tenessimo noi tanto spazio in paradiso…>>

Quando ci lamentavamo di stare stretti in auto o che la casa era piccola!

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Quando si fece più anziana e rimase da sola in casa, a noi nel frattempo il comune di Salerno aveva dato una casa popolare in zona Fratte, io rimasi con lei a dormire per qualche anno. La sera per cena non doveva pensarci molto: Mi cucinava sempre un uovo! Poi la domenica veniva a mangiare a casa dei miei genitori, apriva il frigo e si prendeva tutte le uova che avrebbe dovuto cucinarmi per l’intera settimana.

Era una Nonna itinerante. Specialmente dopo la morte del Nonno, durante l’anno, spesso partiva, non pagava i biglietti del treno perchè uno dei figli lavorava in ferrovia, e andava a trovare tutti i suoi parenti sparsi in varie zone d’Italia. Aveva una sorella a Latina. Un fratello a Sondrio. Una figlia a Napoli. Ad anni alterni partiva per  Lourdes, ma non ha mai avuto un miracolo. Anzi si lamentava sempre che un sacerdote della sua parrocchia, a Piazza San Francesco. le faceva delle avance. 

A 70 anni? E’ evidente che a quei tempi, non si sapeva ancora niente sui preti pedofili, ma a Salerno, di sicuro, ce n’era almeno uno, Nonnofilo!

Per chi ama gli argomenti su Salerno:
http://rideresalerno.blogspot.it/2014/10/la-salerno-che-fu-16.html

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