Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL

giovedì 19 febbraio 2015

MANUALE AUTODIFESA VERBALE(4)


Abbiamo considerato cos'è un attacco verbale. Si tratta solo di parole: parole pronunciate, che in sostanza non sono che suoni, non si fa in tempo a pronunciarli, che già si sono volatilizzati. Le parole hanno davvero vita breve.

Nella testa abbiamo formulato immediatamente un pensiero. Esso ci ha portato a credere che verso di noi è è stato fatto un commento offensivo. 
Abbiamo subito pensato:
“Che persona maleducata, meriterebbe una lezione! “

Abbiamo concluso che a quella persona noi non piaciamo proprio! Prestare fede a questo pensiero negativo, ci ha fatto sentire offesi e umiliati.

Abbiamo provato senza successo, la Contro Domanda antidoto. Adesso cosa possiamo fare?

Se provassimo ad ignorare completamente le parole dette dalla persona? Tacere è una contro-strategia del tutto sottovalutata, eppure incredibilmente facile da applicare. Per tacere in modo efficace, non abbiamo bisogno di ricordarci un testo a memoria. Non ha alcuna importanza come suona la nostra voce, così come non ne ha il tempo di reazione. Non possiamo tacere più in fretta o più lentamente. Non dobbiamo nemmeno starci tanto a pensare: viene da sé. L’unica cosa che dobbiamo fare è: "tenere la bocca chiusa."



Si tratta solamente di stare zitti, non dire niente. 
Tacere in modo consapevole e intenzionale ci può procurare un enorme sollievo. Non siamo obbligati a rispondere quando qualcuno ci rivolge un commento fastidioso. Possiamo scegliere se farlo. Possiamo anche decidere di lasciare l’altro da solo con le sue parole, senza dargli la soddisfazione di rispondergli. Il silenzio intenzionale è potente, ha dietro di sé una decisione importante: quella di non degnare della minima attenzione il commento offensivo altrui.

Pensateci, vi sarà successo qualche volta. Voi avete detto qualcosa ad una persona, e questa, non ci ha proprio pensato, ci ha trattato come niente.
Come vi siete sentiti? Certo non bene!

Quello che dicono gli altri, in fondo, non sono che chiacchiere. Non sono altro che parole: alcune utili, costruttive, a volte d’aiuto; altre invece del tutto insignificanti, e talvolta, anche meschine. 
Alcune delle cose che gli altri ci dicono sembrano un vero invito alla lite. Ci viene proposto uno scontro. Noi non siamo obbligati ad accettare. Possiamo semplicemente lasciare cadere l’invito. 

Non è una cosa che ci viene naturale, ecco perché va preparata e meditata. Immaginate come potrete scombussolare l’avversario? Perché ha cercato di offenderci? Perché vuole farci stare male, Attende una nostra reazione sbagliata per aggiungere altra cattiveria. Ma noi non abbocchiamo, lo ignoriamo completamente, come a dirgli:


  “Tu non meriti che io ti parlo! “

Guardate che questa tattica è proprio potente!

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