Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL

mercoledì 25 gennaio 2017

LA SALERNO CHE FU’ (92)


Naturalmente io non ho vissuto l’età del fascismo e la conseguente guerra, ma mi sono informato molto sull'epoca. Quello che succedeva nella Salerno che fu al tempo del fascismo succedeva in ogni città Italiana.

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Nell'ambito familiare era un preciso dovere di tutti darsi da fare per accrescere il numero degli Italiani? 

Le cartelle personali delle famiglie erano sotto gli occhi degli inquisitori:
 << Due figli? Così pochi? Come mai soltanto due figli? >> 

La domanda era d’obbligo da parte dei tutori della Legge, ma il tono confidenziale portava a consigliare:
<< A presto il terzo, camerata! >>



In effetti la campagna demografica fu l’unica iniziativa del regime a penetrare nella vita coniugale per essere attentamente valutata, prima di essere disattesa. Si trattava di accettare o rifiutare, (più spesso dosare furbescamente), i benefici immediati in denaro che il fascismo offriva agli sposi e che si moltiplicavano in proporzione al numero dei figli.



Al massimo della sua intensità, nel 1937, la campagna demografica offriva agli operai che si sposavano entro il venticinquesimo anno un assegno nuziale di 700 lire, 1000 lire agli impiegati se si sposavano entro i trentanni

Per contrasto, i maschi non sposati pagavano la tassa sul celibato fino a oltre gli 80 anni (e questa sembra proprio un'esagerazione), e nel pubblico impiego erano sempre gli ultimi in graduatoria.

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Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/01/la-salerno-che-fu-91.html

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