Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL

sabato 26 luglio 2014

LA SALERNO CHE FU’ ! (9)


Per circa un paio di anni abitammo vicino ai nonni paterni. Salerno - zona Gelso.

Strana coppia di Nonni! Lui, ovviamente si chiamava Tommaso! Ho saputo che aveva lavorato per un periodo in un mulino, ma io me lo ricordo sempre come contadino. Avevano una casa in affitto con un ampio terreno che lui lavorava.  Quando non si trovava a lavorare nel terreno, era sempre allegro, aveva il senso dell’umorismo spiccato.
Da lui non ho preso solo il nome, anche l’allegria. Diventava invece un’altra persona quando era a lavorare la terra. Quando stava nell’orto me lo ricordo sempre nervoso e arrabbiato. Forse pensava che i figli e i nipoti, andandosene in giro, potessero danneggiare quello che lui piantava. Naturalmente con tanti figli e nipoti a casa, la cosa accadeva spesso. La causa poteva anche essere forse la grande fatica di questo tipo di lavoro in cui, dopo aver tanto sudato, alla fine il raccolto è pure incerto. Aveva diversi figli maschi, ma già negli anni 60’ nessuno voleva fare il contadino, preferivano uscire di casa e fare qualsiasi altra cosa. Insomma la presunta inserzione: “Operaio agricolo cerca lavoro terra, terra”, è sicuramente falsa e utile solo per farci sopra una risata. 

La nonna, Maria Rosaria, in realtà era la sua seconda moglie. Era nativa di Paola, provincia di Cosenza. Di lei ricordo il dialetto particolare di cui non è mai riuscita a liberarsi, neanche dopo aver lasciato la Calabria da cinquanta anni. 

Non ricordo moltissimo di quegli anni, ma ricordo tanto verde, avevamo vicino le Terme Campione. Ricordo domeniche con tanta gente che scendeva a queste terme. Oggi nella zona hanno creato un paio di parchi, uno dei quali è il Parco Pinocchio, un parco-giochi attrezzato per i bambini Salernitani.



Prima di scendere nell'orto del nonno c’era un aia, uno spazio rettangolare lastricato davanti  alla casa. In estate era usato per feste di ballo improvvisate.
Balli di gruppo, per lo più tarantelle. Sulla stessa aia, una volta all'anno ci ammazzavano il povero maiale. Uno dei miei pochi traumi infantili. Immaginate 7-8 energumeni, vostri parenti, voi li conoscete come gente normale e pacifica. Insomma gente affettuosa coi figli e gli animali domestici, armati invece di coltello, tutti coalizzati contro il povero maialino…

Alcune sere d’estate si riusciva anche a proiettare dei film all'aperto su lenzuoli improvvisati. Le sere d’inverno, tutti vicino al camino, a chiacchierare di quello che si era fatto, di quello che c’era da fare e di quello che facevano gli altri, al lume di candela, non c’era la corrente in casa. 

Insomma si stava bene, almeno così ricordo, oltre mio nonno e mia nonna, c’erano i figli, i miei zii, 5 donne e tre uomini, coi più piccoli eravamo quasi coetanei. Mio nonno si era completamente dedicato al lavoro e alla procreazione. 
Uno dei miei giovani zii, era particolarmente terribile. Quasi ogni sera tornando dal lavoro, faceva il garzone in una salumeria, sempre quando si iniziava a mangiare insieme, raccontava di qualcosa che aveva visto tornando a casa. Quasi sempre si trattava di un gattino, un cagnolino, un topolino, morti investiti da un auto. Il racconto era arricchito di particolari, viscere, sangue, intestini. Così facendo riusciva sempre a schifare qualche sua sorella e a mangiare la sua parte di cena.

Insomma una caciara continua. Era bello abitare vicino ai nonni paterni! Ma non è durato molto.

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