Salerno di notte

Salerno di notte
SALERNO SENSACIONAL

giovedì 23 marzo 2017

LA SALERNO CHE FU’ (100)


Io non so quanto Sir Alfred Joseph 
Hitchcock abbia inciso sulla mia psiche di fanciullo nella Salerno che fu. 

Fatto sta che i suoi telefilm mi generavano abbastanza terrore. La sigla era improntata all'ironia, ma io ero troppo piccolo per cogliere l'humour britannico del regista, restavo invece impressionato dalla sua voce cupa e dal motivetto che accompagnava la sua entrata in scena: la Marcia Funebre di Gounod. Che è tutto dire…

Invece fra i tanti animali 'eroici' della televisione (Furia, Lassie, Rex) il mio preferito era senza dubbio: “Rin Tin Tin.”



Rin Tin Tin, era un pastore tedesco che viveva in un forte dell'esercito americano (Fort Apache) ed era legatissimo a un piccolo orfano (Rusty) 'adottato' dal Settimo Cavalleggeri. Il responsabile del forte era il tenente Masters, poi c’erano il sergente O'Hara e il caporale Boone. 

Questo cane aveva un fiuto e un'intelligenza straordinaria, doti che si rivelavano indispensabili nella lotta agli indiani. Al grido di «Iuù... Rinty...!», lanciato da Rusty, correva in aiuto di quanti erano in pericolo e aggrediva ogni pellerossa pronto a scoccare una freccia.

L’avvenenza del tenente Masters fece colpo su tutte le famiglie, col suo sorriso smagliante, l'alta corporatura e la fierezza dell'aspetto, fece innamorare all’epoca parecchie donzelle.

Nella sigla d'apertura, al suono dell'adunata, il Tenente Masters entrava nel forte a cavallo, petto in fuori, sorriso accattivante. Sembrava un alieno di razza superiore.

E si! Bastava poco per rendere felice un ragazzino nella Salerno che fu_



Per quelli che amano le storie della Salerno che fu:

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