Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL

venerdì 29 novembre 2013

IDA DE LEO COMPIE 100 ANNI!





Ida De Leo è nata il 29 Novembre 1913  a Ogliara, un paesino collinare distante circa 5 km dal centro di Salerno.  In una modesta famiglia di contadini. Il padre si chiamava Pietro. La mamma si chiamava Emanuela. In famiglia c’erano un fratello più grande, Vincenzo. Uno più piccolo, Ernesto. Chiaramente oggi tutti deceduti.

Come era il mondo nel 1913? Nel mondo c’era grande ottimismo. Si prevedeva un glorioso futuro. 
William Ewart Gladstone, un eminente uomo politico scomparso nel 1889 dichiarò: “ Il mondo migliora di secolo in secolo. “

Grandi speranze erano collegate alle nuove conquiste della scienza, che in pochi decenni avevano trasformato, apparentemente in meglio, la vita della gente. A Londra, il 27 settembre 1825,  era stata inaugurata la prima linea ferroviaria. Col treno era  possibile raggiungere la  portentosa velocità di 40 km all’ora. 

Non tutti si dimostrarono subito entusiasti della novità. C’era chi prevedeva ogni genere di sciagure, alcuni affermavano: 
“ I passeggeri saranno uccisi dalle scintille, le mucche non daranno più latte, le coltivazioni ne rimarranno inquinate.”

La città di Londra già dal 1816 era illuminata di notte da fanali a gas. La stessa cosa accadde alle altre maggiori città europee verso la metà del 1800. Adesso i cittadini potevano camminare anche di sera, senza paura di essere aggrediti e derubati, ma c’era chi brontolava: 
“ Il gas nuoce alla salute, si va più in giro di notte e si prendono infreddature! ” 

A Parigi, il 28 dicembre del 1895, un imbonitore infreddolito annunciava davanti ad un locale: 
“Entrate signore e signori, venite a vedere la prodigiosa meraviglia dei fratelli Lumiere. La fotografia animata, gli uomini che si muovono. Entrate, non costa più di un franco questo spettacolo meraviglioso. Nonostante la sua buona volontà solo 30 persone entrarono e si sedettero, su scomode panche, davanti ad uno schermo bianco che essi non immaginavano neppure a che dovesse servire. Lo spettacolo Non durò che 10 minuti, ma era nato il cinematografo!

Quando l’americano Singer, cominciò la fabbricazione in serie delle macchine da cucire, a Parigi i sarti, timorosi di perdere il lavoro, incendiarono e distrussero uno stabilimento dove si fabbricavano queste macchine. In breve tempo queste ed altre rivoluzionarie invenzioni entusiasmarono il mondo intero, facendo immaginare una vita diversa per tutti. 

Questo era quello che accadeva nel mondo, ma ad Ogliara? A sei anni Ida viene mandata a scuola. Ma a sette anni finisce la sua carriera scolastica. Cosa era successo? Era nato Ernesto, il fratello piccolo. La mamma lavorava col padre nella terra, e Ida doveva badare al fratellino. 
A 13 anni Ida fu messa davanti ad un’alternativa:
1)- Andare a lavorare come contadina insieme ai genitori! Oppure?
2)- Andare a lavorare fuori casa!
Ida scelse la seconda opzione. A 13 anni fu presa a lavorare in una piccola fabbrica, in località Fratte di Salerno. Ida era troppo piccola, non era possibile prenderla a lavorare, così lavorò senza documenti, sotto falso nome. A chi le chiedeva come si chiamasse, lei rispondeva:
   << Galdi Antonietta! >>
Ma dopo quattro mesi fu rimandata a casa dal padrone della fabbrica che non voleva avere problemi. Volente o nolente Ida dovette iniziare a lavorare in campagna insieme ai genitori, ma arrivarono presto i 15 anni. A questo punto era possibile cacciare i documenti per il lavoro.

Federico Alberto Wenner, un industriale svizzero, era giunto a Salerno nel 1829.  Qui aveva, fondato insieme ad altri suoi connazionali le industrie tessili di Fratte a Salerno. Nel 1918  poi, gli stabilimenti vennnero nazionalizzati, con il nome di Manifatture Cotoniere Meridionali S.P.A.
In questa fabbrica Ida De Leo, nel 1928’ cominciò a lavorare, appena quindicenne. La sveglia era alle 05,00 ogni mattina. Alle 06,00,  la piccola Ida scendeva a piedi da Ogliara a Fratte, appena un paio di km, per iniziare a lavorare alle 07,00. 
Tutti i giorni, anche il sabato, senza ferie, non esistevano a quei tempi. Alle 12,00 c’era un interruzione di un ora per mangiare. 
Si riprendeva alle 13,00,  per poi continuare ad orario continuo fino alle 21.00. A questo punto la sirena suonava per la chiusura e Ida si avviava a casa. Due km di salita. D’estate come d’inverno. Difficilmente riusciva a mettersi a letto prima di mezzanotte, ma alle 05.00,  sveglia!
Nel 1930,  le Manifatture Cotoniere Meridionali vennero acquisite dal Banco Di Napoli, per Ida non cambiò assolutamente niente.

Nel 1948, Ida De Leo allora 35enne, sposò Pietro Giordano. In realtà Ida, non intendeva sposarsi. Lei è sempre stata una donna molto credente. Fosse nata in una famiglia diversa, probabilmente avrebbe preso i voti. Lei sostiene di aver sposato Pietro, per la sua insistenza. Qualche avvisaglia contraria, in realtà c’era. Pietro aveva sette anni in meno, era notevolmente più basso, inoltre a detta di chi lo conosceva  bene, aveva poca propensione per il lavoro. Già il nome, passava da un Pietro (il padre) a un altro Pietro? Pietro Giordano aveva anche un carattere difficile. Ma quando si avvicinò per chiederla in fidanzamento, Ida non riuscì a scoraggiarlo. L’unica cosa che le venne da rispondere in quel momento fu:   
<< Ma io sono ancora piccolina! >>  A 35 anni?

Naturalmente neanche Pietro aveva avuto una bella vita. Da ragazzo, panettiere, poi la guerra e la prigionia! E così sembrava che ce l’aveva col mondo intero. Sempre a lamentarsi di tutto e di tutti. Quando sono andato da lui per conoscere la famiglia della mia fidanzata, ero insieme a mio fratello piccolo. Alle sue domande, in una occasione rispose qualcosa mio fratello, al che Pietro replicò: << Ma chi di voi due è lo sposo? >>
Dopo il matrimonio, in una occasione, cercando di migliorare i nostri rapporti, mi mostrai interessato a lui chiedendogli come andava la sua salute, il suo lavoro. Ottenni in cambio questa risposta:
<< Ma perché mi fai tutte queste domande? >>

Questo per dire che Ida De Leo non risolse col matrimonio le sue difficili condizioni di vita. Anzi! 
Prima del matrimonio lavorava e portava la paga ai genitori. Dopo il matrimonio lavorava e portava la paga al marito. Dopo cominciarono a nascere anche i figli. Ida continuava a lavorare, si portava il più piccolo al lavoro per allattarlo, mentre il marito rimaneva a casa con gli altri bambini. Pietro era dell’idea che in famiglia solo una persona doveva lavorare, e visto che lavorava Ida…

Alla fine degli anni 50’, un poco perché le Manifatture Cotoniere Meridionali cominciarono a ridurre il personale, un poco perché la presenza contemporanea di tanti bambini richiedeva una presenza femminile in casa,  Ida smise di lavorare fuori. La qualità della sua vita, con cinque bambini, una casa da curare, pochi soldi da far bastare, e un marito difficile da sopportare, non migliorò. Il movimento femminista? Le pari opportunità? Il boom economico? Ida non ha mai saputo di queste cose! E’ questa è stata per sommi capi, la vita di Ida De Leo! Il lavoro duro fin da bambina, due guerre mondiali, cinque figli da crescere, la casa  e un marito complicato da accudire. E’ poi? 
Il terremoto del 1980’, problemi di salute con diversi ricoveri ospedalieri, la lunga malattia e la morte del marito avvenuta nel 1997’.



Oggi Ida De Leo ha compiuto 100 anni. Vive con me e con la figlia Maria, e con una gattina malata. La sua vita è serena. Legge tanto! Ci vede benino da un solo occhio,  ma sta a leggere per delle ore. 
Il suo libro preferito è:  LA SACRA BIBBIA !
Ci sente pochissimo, ma le piace anche mettere le sue cuffiette ed ascoltare cose incoraggianti. Ama inoltre lavorare con la lana. Certo a volte fa qualche sbaglio, ma in questo periodo ha avuto delle richieste. Si sta specializzando nel fare dei guanti di lana, ha già tre ordini da soddisfare. A volte la sentiamo cantare, a volte la sentiamo pregare! Ida De Leo, da un paio di anni  esce poco di casa, infatti si muove a fatica, quindi passa dalla sua poltrona, al suo letto e viceversa. 
Soffre molto per i suoi dolori continui, specialmente ai piedi, alle gambe, alla schiena, ma non parla mai della morte. Pensa solamente a quando potrà stare meglio, a quando potrà ritornare ad uscire camminando sulle sue gambe, senza bastone o accompagnamento di qualcuno. Ida è sempre stata una donna dalla forte fede! Non si lamenta mai della qualità della sua vita. La mattina si sveglia quasi sempre felice e allegra. Due settimane fa, ha avuto la visita della sua nuova Dottoressa. Quando è andata via, le abbiamo chiesto se le piaceva la nuova Dottoressa. Ida ha risposto: << Si! A piacere mi piace. Ma di salute sta conciata peggio di me! >>

Poche cose la mettono di cattivo umore. Alcuni suoi figli non la vengono a trovare da anni, quando ci pensa le scappa una lacrimuccia. Allora ci avviciniamo, l’abbracciamo e le passa tutto.
La nostra speranza e di averla ancora con noi ancora a  lungo. Cerchiamo di non lasciarla mai da sola. Se la vediamo triste, capita molto di rado, le troviamo subito qualcosa da fare. Non ci vuole molto e ritorna serena. Si entusiasma subito e per qualsiasi cosa. La sua forte fede in Dio l’aiuta a sopportare i dolori, la sua vita è completamente proiettata verso il futuro! E’ allora, cosa dire in conclusione? Visto che i primi cento anni sono passati, ripartiamo daccapo. Forza e coraggio, ricominciamo a contare:  1,2,3,4,5.........

Un saluto affettuoso da Nonna Ida







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