Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL

giovedì 27 aprile 2017

LA SALERNO CHE FU’ (105)


Mio Padre, a causa del suo carattere fumantino, spesso stava in lite con qualche suo parente. La lite però durava al massimo un anno, poi si faceva sempre pace! La pace, almeno una volta l’anno, era sempre assicurata. Cosa succedeva?

Una tradizione vuole che si faccia pace con chi si sta in lite, il giorno della:  “Domenica delle Palme!”

Allora tutti i familiari si attendono che uno dei litiganti, di norma il più giovane, si armi del rametto d’ulivo e si rechi a fare pace.

Questa cosa viene caldeggiata vivamente dai vecchi della famiglia. E per non sentirne le lamentele ci si prepara, anche contro la propria volontà,recandosi al passo pacificatore.

E così anche se mio padre si bisticciava con qualcuno a maggio, di sicuro poteva anche passare al massimo un anno, ma poi si riappacificava.

A me questa cosa mi è sempre sembrata una grande stupidata, e mi fa pensare ad un tema dell'immortale libro:  “Io speriamo che me la cavo!”. 



Questo famoso testo scritto da un maestro elementare di una scuola di Arzano in provincia di Napoli, non faceva altro che riportare alcuni temi svolti da ragazzini della sua scuola. 

In uno di questi scritti si trattava il tema della festa delle donne! Nella sua composizione l’alunna trattava dell’importanza di questa festa, da lei molto apprezzata. Poi scrisse di un episodio successo il giorno di questa festa che non le era piaciuto. Si trattava di un uomo che proprio l’otto marzo aveva dato un calcio alla propria moglie! La fanciulla scrisse che questo era stato un grave sbaglio.

Era la festa delle donne! Si fosse trattato di un altro giorno, vabbene. Ma quel giorno non era giusto dare un calcio alla moglie!

Ecco io sono sempre stato contrario alle cose che vengono fatte una volta all'anno.

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/04/la-salerno-che-fu-104.html


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