Salerno di notte

Salerno di notte
SALERNO SENSACIONAL

domenica 4 agosto 2013

RIDERE ANCORA

A Salerno per il Servizio di Vigilanza Urbana sono stati assunti sempre solo uomini. Ci sarà stato un motivo per questo!
Un giorno il comune di Salerno con un nuovo concorso ha allargato la possibilità di questo lavoro anche alle donne.
 Dopo qualche mese mi è capitato questo episodio.
Trovo sulla mia auto parcheggiata due notificazioni di multa per divieto di sosta. Inavvertitamente Avevo lasciato l’auto parcheggiata un’ora in divieto di sosta, prendo due multe?
Mi sembrava una cosa esagerata!  Vidi ad una decina di metri una vigilessa che continuava imperterrita a guadagnarsi la giornata che il Comune le pagava, a danno di altri ignari automobilisti.                           
Gentilmente l’avvicinai e dissi: 
“E giusto! Ho sbagliato! 
Ma non bastava una sola multa, me ne avete fatte due?”
E la donna: “Guardate che io ve ne ho fatto una sola, l’altra già c’era! Sarà passato qualche collega prima di me e ha fatto l’altra!”
“Va bene!” Le risposi!
“Ma io una la voglio pagare, l’altra me la dovete togliere!”
La donna comprese che non era il caso d’insistere. In fondo lavorava solo da pochi giorni, fare una questione con me per due multe contemporanee, non era il caso.  “Prenda il libretto di circolazione!” comandò la giovane.    “Subito risposi!” contento di scansare almeno una contravvenzione.
Cercai il mio libretto in macchina ma non lo trovai, così tornai dalla donna e le dissi:
“Guardate non riesco a trovare il libretto di circolazione, vi posso dare direttamente la patente?”
“Va bene!” Rispose la donna, non chiedendosi minimamente perché io guidassi un auto senza il libretto di circolazione.
Tornai verso l’auto ma non c’era neanche la patente, riuscii a mettere a fuoco d’aver dimenticato a casa il borsello con tutti i documenti.
Non sapevo come dirglielo, così tentai la carta della disperazione:
 “Se vi mostro la carta d’identità di mia moglie?” Alle  mie parole la Vigilessa si dovette rendere conto per forza che c’era qualcosa che non andava è mi gridò dietro: “Andate subito via, se no vi faccio una terza multa!” 
Non è mia intenzione speculare sulla capacità delle donne in qualità di vigili urbani, anche perché ci sarebbe tanto da dire anche sui colleghi uomini.
Quando diventò obbligatorio l’uso delle cinture di sicurezza in auto mi è capitato più di un episodio strano. Il primo mi è successo di notte, dopo una settimana che la legge era andata in vigore. Non voglio esagerare ma nel paese dove abitavo solo io e un altro paio di automobilisti mettevamo le cinture di sicurezza. Mi fermo una volante per controllo e io naturalmente avevo la cintura. Mi dissero di accostare e di prendere i documenti. Tolsi la cintura e presentai la patente. L’agente andò verso la sua auto, fece i suoi controlli,  poi si accostò alla mia auto e disse:  
“Sono spiacente ma devo farle una contravvenzione!”
“Perché cosa c’è che non va!” Risposi.
“Lei non aveva la cintura di sicurezza!”
Incredibile! Meno male che era stato attento il suo collega e aveva visto che l’avevo tolta per dargli i documenti!
Ancora in quei giorni mi trovai in un ingorgo stradale, all’incrocio cui si arrivava lentamente a causa del traffico c’erano due vigili urbani che controllavano la situazione. Naturalmente nessuno aveva la cintura, solo io. Arrivato sotto l’incrocio, mi rivolge la parola con sguardo severo uno dei due vigili dicendomi:
“Lei stia attento! La cintura non si mette solo quando siamo noi presenti!”



                                                                         



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