Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL

venerdì 4 settembre 2015

ANCHE A SALERNO: LASCIA O RADDOPPIA?


Alla fine del 1955, importarono  in Italia un gioco televisivo già famoso negli Stati Uniti, “Lascia o Raddoppia?”

 Era basato su una serie di domande ai concorrenti su un tema da loro prescelto, con la possibilità di vincere il favoloso monte premi di cinque milioni di lire.  (Il suo corrispondente potrebbero essere oggi circa 100mila Euro.)

 Fu un successo strepitoso che, anche senza la controprova dei dati Auditel, inchiodò davanti ai pochi televisori esistenti praticamente tutti gli Italiani capaci di intendere e di volere. 

Rischiarono il  fallimento tutti i cinema della penisola. Furono costretti a interrompere la proiezione del film a quell'ora del giovedì, per consentire agli spettatori di seguire il loro programma preferito su grandi schermi televisivi.


  Mike Bongiorno rivendicò giustamente alla sua trasmissione il merito di aver fatto decollare l'industria elettronica del Paese (e il fatturato abbonamenti della RAI), con una vendita senza precedenti di televisori in bianco e nero: perché gli italiani, persino prima della 'Vespa' o della 'FIAT 600' vollero il televisore in casa, per non costringere anche la nonna ad uscire tutta infagottata per raggiungere gli affollatissimi bar e i circoli parrocchiali che la sera del giovedì spegnevano tutte le luci. 
E' tutti si piazzavano emozionati davanti agli schermi, non dietro.

E anche i miei genitori, a Salerno, mi mettevano a letto con urgenza e correvano al bar più vicino. 

Una sera d’inverno mi svegliai, e non trovando nessuno in casa, ruppi il vetro dell’ingresso. 
Andai vagando da solo in una fredda serata invernale, alla ricerca dei genitori perduti.
Beata incoscienza dei quattrenni!

Persino Umberto Eco, che non si occupava ancora del pendolo di Foucault, ne fece oggetto di ricerca
in un capitolo del suo “Diario Minimo nella sua: “Fenomenologia di Mike Bongiorno!” 

Per chi ama gli argomenti sulla Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2015/07/la-salerno-che-fu-44.html

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