Salerno di notte

Salerno di notte
SALERNO SENSACIONAL

mercoledì 8 febbraio 2017

LA SALERNO CHE FU’ (94)


Naturalmente io non ho vissuto l’età del fascismo e la conseguente guerra, ma mi sono informato molto sull'epoca. Quello che succedeva nella Salerno che fu, all'epoca del Fascismo, succedeva anche nel resto d'Italia.

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Ogni parco aveva il suo Sorvegliante. Toccava a questi far rispettare il divieto di calpestare le aiuole, di buttare cicche e cartacce nei viali, di incidere col temperino la corteccia degli alberi e le assi delle panchine. Se c’era un laghetto, aveva anche il compito di tirare a riva le imbarcazioni rimaste prigioniere da qualche ostacolo. Era loro compito tenere i parchi lindi come i giardini delle ambasciate, e continuarono a svolgerlo anche quando il regime, per far fronte alle sanzioni internazionali e alle spese di guerra, fece togliere le cancellate nei parchi per ricavarne il ferro.

Si occupavano soprattutto della pulizia dei costumi con estrema severità: Un bacio in pubblico, anche un bacetto, tra fidanzati era un reato previsto e punito dalla legge, un atto osceno che non solo i sorveglianti, ma le stesse madri e balie avrebbero denunciato dopo aver tappato con la mano gli occhi dei loro bambini.



Era vietato abbracciarsi, passeggiare tenendosi allacciati per la vita, accavallare scompostamente le gambe. Era assolutamente vietato alle ragazze posare la testa sulla spalla del compagno. Già la mano nella mano era un atto temerario.

Le coppie non del tutto adulte erano seguite con sospetto, con occhi insolentemente inquisitori dalle signore che sussurravano tra di loro:
 << Guarda, guarda, ma quella non è la figlia di…>>

Avvenuto il riconoscimento, la spiata diventava un dovere << Da madre a madre. >>

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/02/la-salerno-che-fu-93.html



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