Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL

mercoledì 31 gennaio 2018

LA FOLLE CORSA_ (8)


E cosa dire della rivoluzione giovanile del 68’? 
<< Cosa vogliamo? Tutto! Quando lo vogliamo? Adesso! >>

Questo era lo slogan in voga fra gli studenti universitari dell’epoca. La grande ribellione che era partita negli Stati Uniti e in Inghilterra, in Italia esplose  il 2 febbraio 1968’. Durante le agitazioni furono fermati, schedati e denunciati numerosi studenti per due articoli del codice penale. 

Eppure solo qualche anno addietro, quando entrava in classe un professore, tutti scattavano in piedi. Un morso alla merenda veniva punito con una nota sul registro di classe. Un bambino di 6 anni a Roma era stato espulso perché aveva i capelli troppo lunghi. All'Aquila una ragazza di 19 anni venne sospesa dal liceo perché si faceva accompagnare a scuola dal fidanzato. Le ragazze universitarie dovevano indossare un grembiule nero e guai ad avere il pantalone. Il trucco era tollerato solamente se non si vedeva. Alla cattolica di Milano per le allieve esisteva un parco il cui accesso era rigorosamente vietato ai ragazzi. Era chiamato: “il parco delle vergini”. 


Il vento del 68’ percorse violentemente tutta l’Europa e l’America. Molti ebbero la sensazione di uscire da un grande sonno, di vivere un momento storico irripetibile. In realtà la partecipazione collettiva a dimostrazioni, proteste e occupazioni fu scarsa, secondo il Censis più bassa del 5%. Ma lo scossone mondiale, amplificato, bastò per cambiare in maniera definitiva i rapporti tra padri e figli, professori e studenti, operai e padroni. 

Per un poco sembrò l’anno della svolta, in realtà dopo una gioia iniziale si è rivelato un tunnel lungo, buio e confuso. Oggi molti miti del 68’ sono caduti, ma ha prodotto grandi cambiamenti nella società umana. Fu come uno schiaffo dato a tante cose, alla famiglia, alla scuola, alla politica, alle istituzioni in generale. Anche alla moda, per esempio comparvero i jeans, le gonne corte, i braccialetti alla caviglia. 

La sensazione era quella di essere degli eroi, di scrivere un piccolo pezzo di storia. Bloccare l’uscita del corriere della sera o della prima alla Scala? Bastava poco per sentirsi dei protagonisti e non delle comparse nel gioco della vita. Le veglie per il Vietnam, per gli operai della Polonia. C’era un clima di esaltazione, di grande gioia, la sensazione di poter camiare tutto. L’autodeterminazione, la parità delle donne, il divorzio, l’aborto, la pace nel mondo, combattere per un mondo giusto e di pari opportunità.

E invece era solo un grande illusione, la folle corsa dell'umanità lontana da Dio, verso la sua naturale fine.

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