Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL
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giovedì 10 luglio 2025

VOGLIO SMETTERE DI PREOCCUPARMI PER...


IO VOGLIO SMETTERE DI PREOCCUPARMI PER...


Qualche anno fa, in una parte in programma ad una nostra riunione, ci era stato chiesto di riflettere su queste parole: “Io voglio smettere di preoccuparmi per…"

La parte riguardava Anna, la mamma del profeta Samuele. Questa fedele donna Ebrea non poteva avere figli, mentre l’altra moglie di suo marito, Pennina, ne sfornava a ripetizione.

Si sentiva affranta e disperata quando si recò a pregare al tabernacolo e in quel luogo, in preghiera, gettò il suo peso su Geova Dio supplicandolo di aiutarla.

La storia Biblica ci dice che dopo avere fatto questo Anna se ne torno a casa molto sollevata, riprese a mangiare e non ci pensò più.

Adesso della cosa si doveva preoccupare il suo Dio e padre.

Proprio la parola: ‘gettare’ è illuminante per noi.

Tutte le famiglie ogni sera vanno a gettare le buste dei loro rifiuti negli appositi contenitori. Avete mai visto qualcuno un’ora dopo aver gettato i suoi rifiuti, scavare nel contenitore per riprendersi e riportare a casa quello che vi aveva depositato?

Noi non possiamo del tutto evitare le ansietà che ci procura questo maledetto sistema di cose. A volte solo vedere il postino che ci mette qualcosa nella buca della posta ci fa alzare la pressione.


                                                                       


                                                              

Sappiamo benissimo quello che dovremmo fare: Imparare a gettare le nostre ansietà su Geova.

Quali sono oggi le nostre preoccupazioni? Le tasse da pagare? Il futuro dei nostri figli? Non avere una casa di proprietà? L’opinione della gente? I problemi di salute? Che cosa ancora?

Il suggerimento è: mettere figurativamente queste preoccupazioni che non ci fanno vivere bene in un sacchetto della spazzatura e tentare di scordarcele per un poco?

Cosa possiamo fare noi per evitare le preoccupazioni? Possiamo evitare le malattie, la morte, le crisi economiche, le epidemie, i terremoti, la terza guerra mondiale ecc. ecc.

Cosa possiamo fare noi per evitare che accadono le cose che ci fanno stare male? È triste dire questo, ma non possiamo farci proprio niente!

E allora parliamo delle nostre preoccupazioni a Geova e proviamo a rilassarci. Tranquillizziamoci, siamo tutti nelle sue mani eterne e capaci. A noi non servono gli psicologi, lo yoga, la meditazione trascendentale, o una quindicina di giorni in una spa.

A noi serve solo proteggere la nostra amicizia con Geova Dio e, con pazienza, dargli il tempo di realizzare il nostro futuro e la nostra felicità.


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venerdì 13 ottobre 2023

UN ETERNO LUNA PARK_

 

Come ci piaceva da bambini andare al Luna Park. Ricordate? Quale giostrina vi piaceva di più?


                                                                


Poi siamo diventati adulti e forse al Luna Park ci abbiamo portato i figli e i nipoti.

Una giostrina che non cambia mai ma mantiene sempre il suo fascino è il Carosello, quella giostra che gira sempre su stessa con sopra moto, auto, oppure cavalli e carrozze, aerei...

Simbolo di ogni parco divertimenti o luna park che si rispetti, i caroselli sono una delle attrazioni più amate dai bambini. Con il loro fascino retrò attraggono anche un gran numero di adulti. Basta un giro per tornare indietro nel tempo e riportare alla mente ricordi che sembravano persi per sempre. 

Gli anni passano ma gli occhi dei bambini sui caroselli sono sempre gli stessi. Guidano allegramente girando il volante di qua e di là. S'illudono di stabilirne le direzioni e la velocità, ma le auto, le moto, i cavalli, tutto è programmato a muoversi secondo un itinerario stabilito da una rete di fili elettrici al di sotto della pista, ma essi nella loro incolpevole ingenuità credono di guidare, voltare, cavalcare, volare...

                                                  

 
    
I caroselli sono una perfetta metafora di quello che succede nel mondo e nella vita degli esseri umani.

Le persone pensano di decidere da sole la loro vita, di essere libere, ma i loro atteggiamenti seguono schemi fissi, le loro vite sono condizionate dalla nazione in cui vivono e dalla famiglia a cui appartengono in una routine mentale stabilita dagli altri. 

A volte qualcuno si rende conto di vivere e recitare un copione scritto da qualcun altro come una marionetta sul palcoscenico della vita. Ma è così difficile liberarsi, decidere da soli, crescere veramente.

Si dovrebbero fare dei cambiamenti radicali. Opporsi alla volontà degli altri. Diventare persone migliori, ma diverse.

Alcuni ce la fanno a uscirne fuori, a mettere i piedi a terra e a camminare in un'altra direzione, la maggioranza continuerà a rimanere nel suo personale carosello. Continuerà a  a illudersi che la giostra continui a girare il più possibile, si come in un eterno luna park!


                                                    



domenica 31 luglio 2022

QUELLI CHE FISSANO UNO SCHERMO_

 

In breve tempo siamo passati dalla generazione con lo schermo fisso, alla generazione di:

Quelli che fissano uno schermo.




Forse prima vivevamo una vita ricca di relazioni. La famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, il gruppo delle mamme, i compagni di calcetto, i patiti della palestra…

All'improvviso ci siamo trovati tutti rinchiusi nelle nostre case. Come abbiamo vissuto questa esperienza?

Avete mai sentito dire che dietro ad ogni crisi si aprono delle opportunità? La segregazione del corona-virus è’ stata un’occasione unica per aiutarci a capire l’importanza di concentrarci sulle nostre famiglie.

Certo i Social Network possono fare compagnia:

I contatti su WhatsApp, le dirette su Instagram, le riunioni su Zoom, i gruppi su Facebook, le video-chiamate …




Il corona-virus è stata un’occasione speciale per capire che la nostra famiglia viene prima di tutto. Si, prima dei video, dei post, delle gallerie e dei messaggi.

Non vogliamo mai dare ai nostri figli, al nostro partner e ai nostri amici, la sensazione che per noi contano meno di uno schermo.

Anche perché un giorno ci stancheremo di guardare gli schermi dei nostri apparecchi tecnologici e cercheremo ansiosamente lo sguardo dei nostri cari. 

Li troveremo ancora felici al nostro fianco?

È vero che intorno a noi ci capita di vedere cose strane. Al bar, al ristorante e nelle sale d’aspetto vediamo soltanto gente silenziosa concentrata sul proprio Smartphone.

Noi cerchiamo di essere persone sane ed equilibrate. Non fissiamoci su degli schermi, guardiamo chi ci sta intorno, e soprattutto parliamo con gli altri ed abbracciamo le persone che ci vogliono bene.





sabato 28 novembre 2015

CI VEDIAMO L’ANNO PROSSIMO!


Queste sono le parole conclusive di Ida De Leo alla fine del video che gli facemmo l’anno scorso al compimento dei suoi 101 anni di vita, il 29 novembre del 2014. Potete guardarlo nel link:

http://rideresalerno.blogspot.it/2014/12/la-carica-dei-101-anni.


Purtroppo Ida si è addormentata nella morte il 19 Gennaio 2015. Era un lunedì anonimo, una normale giornata invernale, iniziata così come tante, niente faceva pensare a quello che sarebbe accaduto, se ne è andata così come è stata sempre la sua vita, in maniera silenziosa e discreta.



Per chi non avesse ancora letto la sua storia:

http://rideresalerno.blogspot.it/2013/11/ida-de-leo-compie-100-anni.html



“ Io sono la risurrezione e la vita. Chi esercita fede in me, benché muoia, tornerà in vita; e chiunque vive ed esercita fede in me non morirà mai.”



venerdì 13 novembre 2015

LA SALERNO CHE FU’ ! (53)


Anche le pellicole cinematografiche sono cambiate. Un tempo le trame erano più coinvolgenti e i ritmi più lenti. Oggi è tutto un effetto speciale, e quando vedi i titoli di coda ti domandi: “Ma è già finito?” 

Sembra tutta una corsa a chi fa le cose più veloci e più strane, in sostanza le trame sono un optional e  a volte persone che hanno visto lo stesso film lo spiegano in maniera diversa.

Una volta invece c’erano i varietà al sabato sera, non esistevano reality o grandi fratelli. In mostra c’era il talento, non l’apparenza. Era una società basata sulla sostanza, sulla preparazione, la cosiddetta meritocrazia.



la nostra epoca è invece solo immagine, solo fumo negli occhi. Come nei film, così è anche nella vita.
E’ una società che fa la coda e si pesta di fronte ai negozi della Apple per avere l’ultimo modello di telefonino. Che si fotografa in tutti i modi possibili per postare la propria vita sul libro della Facce e condividere la propria mediocrità con il mondo intero. Tutti felici di confrontarci spulciando i profili altrui e scoprendo così altri mondi mediocri da commentare. 

Siamo capaci di passare il sabato sera a cena con gli amici ma costantemente connessi al telefonino per controllare che cosa non ci è ben chiaro. 
Un tempo sui tavoli delle pizzerie c’erano solo le birre, oggi oltre alla birra c’è l’inseparabile Smartphone, lo strumento più alienante che l’uomo moderno abbia mai concepito. Ci permette nello stesso tempo di stare insieme agli altri e di essere incredibilmente, spaventosamente soli.

Per altre storie sulla Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2015/11/la-salerno-che-fu-52.html