Salerno di notte

Salerno di notte
SALERNO SENSACIONAL
Visualizzazione post con etichetta TEOCRATICA ALLEGRIA.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta TEOCRATICA ALLEGRIA.. Mostra tutti i post

mercoledì 15 aprile 2026

COSA CI IMPEDISCE DI VOLARE?


Un giorno un re portò al suo maestro falconiere due magnifici cuccioli di falco che gli erano stati regalati. Pieno di grandi aspettative ordinò all'uomo di addestrarli alla caccia.

Dopo qualche mese l’insegnante riconsegnò al re uno dei due falconi perfettamente ammaestrato spiegandogli, però, che il secondo non era adatto alla caccia e non riusciva a imparare. Dal giorno in cui gli era stato portato, infatti, non si era mai mosso dal ramo e non aveva mai cacciato. Tanto che il falconiere era costretto a sminuzzargli il cibo e a imboccarlo.

Il re chiamò tutti i guaritori del regno, ma nessuno riuscì a far volare quell'uccello. Il re era così arrabbiato che promulgò un editto col quale annunciava che avrebbe offerto una ricompensa a chiunque fosse stato in grado di fare volare quel falco.

Una settimana dopo, da una finestra delle sue stanze, il re vide finalmente quel falcone volare dolcemente sopra i giardini del suo palazzo.



<< Portatemi l’autore di questo miracolo! >> 

Con sua somma sorpresa, il giorno seguente gli portarono il vecchio contadino che lavorava nel suo orto.

<< Come hai fatto a farlo volare? Hai usato qualche tipo di magia? >>

Il contadino un poco intimorito rispose:
<< Non è stato difficile, Maestà. Ho soltanto tagliato il ramo dove era fermo, e l’uccello, per non cadere a terra ha spiccato il volo. >>

..................................................

E a noi cosa ci impedisce di volare? Dove è finito quel progetto che ci era tanto caro? E quell'obbiettivo che ci siamo prefissi di raggiungere da tempo? In quale cassetto sono finiti i nostri sogni?

Qual’è la prigione da cui non riusciamo ad uscire? Su quale ramo siamo rimasti fermi? Perché non riusciamo a tagliarlo? Abbiamo forse bisogno di aiuto?

venerdì 13 gennaio 2023

ALZA LE TUE VELE_


Possiamo continuare a raccontarci che non siamo ancora pronti, che questo non è il momento giusto e che quando arriverà la possibilità e l'occasione avremo la giusta motivazione e allora finalmente riusciremo a realizzare i nostri progetti...

La verità è che alcuni stanno vivendo la loro vita come navi attraccate al porto con le vele ammainate.

Hanno paura di amare, perché qualcuno li ha fatto soffrire in passato. Hanno paura di affrontare anche un minimo sacrificio, perché è più facile trascorrere le giornate tra qualche effimero piacere. Hanno paura di fallire, perché non sono disposti ad accettare il rischio di provare a crescere.

Rimanere all'interno del loro “porto” in fondo gli dà una minima illusione di sicurezza. Perché rischiare? In mare aperto una tempesta potrebbe spezzarli e spazzarli via in una sola notte, mentre nelle loro acque stagnanti e silenziose non succede mai niente, si sentono al sicuro.




Gli uomini non sono stati creati per stare fermi, la nostra natura è quella degli esploratori. Siamo navi che desiderano il mare, accontentarsi di una pozzanghera non è vivere. 


Non è più tempo di rimandare. 

Non è più tempo per rimandare.

Mettiamo da parte scuse e paure. Concentriamo le nostre energie e le nostre risorse su ciò che desideriamo davvero nella vita e, alziamo le vele.

Ci attende un futuro meraviglioso_




martedì 5 ottobre 2021

IL GIOVANOTTO E' STUDENTE CHE STUDIA, CHE SI DEVE PRENDERE UNA LAURA_


Se oggi i giovani non finiscono gli studi conseguendo una laurea, faranno la fame in questo mondo? Saranno dei poveracci? Perderanno delle opportunità? Faranno una vita grama? Molti credono così. 

Questo pensiero è profondamente sbagliato alla luce della realtà in cui viviamo oggi. La laurea non garantisce un occupazione stabile, anzi le file dei disoccupati laureati s’ingrossano sempre di più.



Questo pensiero è sbagliato anche alla luce della storia. Guglielmo Marconi, che ha modificato la storia dell’umanità, non era neanche diplomato. Benedetto Croce, il filosofo di cui la nostra nazione è orgogliosa, intraprese studi universitari di giurisprudenza e di etica ma non li completò. Il sommo poeta Gabriele D’Annunzio non conseguì mai la laurea. Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura, era ragioniere. Salvatore Quasimodo, altro premio Nobel, era un semplice perito tecnico. Grazia Deledda, altro premio Nobel, aveva solo la licenza media. Alberto Moravia s’era fermato alla quinta ginnasio e fu pure bocciato all’esame per diventare giornalista professionista, (pare tuttavia che sapesse scrivere bene). Italo Svevo, era perito contabile. Steve Jobs, fondatore della Apple, ha cambiato il mondo senza una laurea.

Ed invece oggi tanti genitori, anche in zone più difficili come parecchi stati Africani, sacrificano la loro salute e la loro vita allo scopo di assicurare una istruzione scolastica superiore ai loro figli.
Il risultato? Molti extra-comunitari arrivati in Italia con la laurea vendono fazzoletti ai semafori o chiedono l'elemosina davanti ai supermercati.
E già sapete cosa succede a molte ragazze laureate che arrivano in Italia e in Europa.

E poi c’è un altro grande problema. Molte persone quando arrivano a laurearsi, si fanno una bella cornice, ci mettono dentro il pezzo di carta dove è scritto DOTTOR…

Oppure lo mettono in grande evidenza davanti alla porta di casa, e ci credono veramente, cambiano personalità. 

......................................

giovedì 7 gennaio 2021

E IL VIAGGIO CONTINUA_


Vagavamo nel mondo senza meta e senza una ragione. Geova ci ha posto nel suo paradiso spirituale. E adesso ci siamo.

E' come se stessimo viaggiando in autostrada. Abbiamo un meta e un obbiettivo. Ci sono gli autogrill dove troviamo da mangiare, o da mettere il carburante quando siamo in rosso. 

E' vero anche che alcuni viaggi possono essere molto stancanti. Può fare caldo o freddo. Puoi trovare delle code nel percorso, qualche incidente. E' la vita.

E durante il percorso trovi tante indicazioni. Nomi di località turistiche e mete esotiche che ti invitano ad uscire. Ma se lo facessi quando arriveresti a destinazione? 



E si! Potrebbe essere piacevole visitare questo o quel posto, ma poi?

Satana il diavolo e i suoi demoni moltiplicano le uscite. Ti vogliono convincere che non si può vivere su di un autostrada, anche se comoda. Ti promettono mari e monti, e ti dicono:

<< e se poi alla fine dell'autostrada non c'è niente? >>

Ma tu sai come stanno le cose e continui instancabile il tuo viaggio. Arriverai presto nel nuovo mondo di Dio_

giovedì 12 dicembre 2019

LA FOLLE CORSA (16)


Il timore, o la speranza, della fine del mondo ha sempre accompagnato la storia secolare dell’uomo sulla terra.

Secondo le cronache medioevali, la fine del primo millennio fu accolta con la diffusa credenza che avrebbe portato la fine del mondo. 

Si credeva che Gesù sarebbe riapparso prostrandosi nella chiesa di San Pietro a Roma a pregare ed attendere la mezzanotte del trentuno dicembre 999’. 

Fu un periodo indescrivibile, si bloccarono tutte le attività, tante persone divennero preti e suore. Per assicurarsi un posto di privilegio in paradiso, molti ricchi possidenti cedettero tutte le proprietà pensando di potersi comprare l’amicizia con Dio. 

Quando il papa a mezzanotte iniziò a dire la messa e le campane attaccarono a suonare, molti morirono dalla paura. Dopo un ora le campane cessarono di suonare, il mondo non era giunto al termine, ognuno tornò alla propria dimora e riprese la solita vita.

Nel 1033’, esattamente mille anni dopo la morte di Cristo, gli abitanti della regione francese della Borgogna erano terrorizzati. Era stato predetto che il mondo sarebbe finito quell'anno. Le previsioni catastrofiche s’intensificarono quando avvennero un insolito numero di temporali disastrosi e una grave carestia. Grandi folle parteciparono a dimostrazioni pubbliche di pentimento. Naturalmente non successe niente.

Anche Tommaso D’Aquino ( 1225-1274 ev. ) era convintissimo che la sua epoca fosse quella finale.

Ma naturalmente le predizioni riguardo alla fine del mondo sono sempre continuate nel corso dei secoli. 

La fine del mondo non è un’invenzione dei Testimoni di Geova_

venerdì 6 settembre 2019

UN GENIO INCOMPRESO_



" Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso. "

L'avete mai sentita questa frase? Normalmente i geni non vengono capiti subito, alcuni devono prima morire. 

Pensate a Vincent van Gogh. Era considerato un pazzo, ha dipinto quasi mille quadri, ne ha venduto uno.

E difficile comprenderli subito. A volte solo dopo molti anni capisci di averne incontrato uno.

....................................

E' una storia di molti decenni fa.

In una nostra congregazione cominciò a studiare la Bibbia una nuova famiglia. 

Il capofamiglia doveva essere senz'altro un genio incompreso, uno che quando lo incontri pensi; questo è avanti. 

Insomma un uomo in modalità avanzata, perché un giorno avvicinò gli Anziani della Congregazione e disse loro:

<< Ho avuto una idea, voi andate a bussare le porte e non vi apre quasi nessuno. Costruiamo un banchetto e mettiamoci sopra le riviste e gli opuscoli. Facciamo in modo che siano le persone a venire da noi. >>



Con suo sommo dispiacere gli anziani bocciarono categoricamente la sua idea, l'uomo si offese e non volle continuare lo studio al contrario del resto della sua famiglia che invece fece progresso. 

E oggi a distanza di qualche decennio cosa facciamo noi? Usiamo gli espositori per predicare.

Questo mi ha fatto pensare quando al tempo di Ezechiele Geova disse al profeta:
"Dovranno riconoscere che un profeta è stato in mezzo a loro..."

Certo spesso è stato più facile riconoscere un profeta che un genio_

giovedì 9 maggio 2019

LA FOLLE CORSA (17)


E gli annunci e le predizioni circa la Fine del Mondo sono continuati nel tempo.

Martin Lutero, che nel sedicesimo secolo diede inizio alla Riforma protestante, predicava che: “Nel nostro tempo la fine del mondo è vicina!
Sono certo, che il giorno del giudizio è dietro l’angolo”. 

Una fonte dei suoi tempi sostiene:
“Mettendo gli avvenimenti storici in relazione con le profezie bibliche, Lutero poté annunciare l’imminenza del cataclisma finale”.

A proposito di uno dei primi gruppi battisti è detto: “Gli anabattisti dell’inizio del sedicesimo secolo credevano che il Millennio sarebbe venuto nel 1533”.

“Edwin Sandys(1519-1588), arcivescovo di York e primate d’Inghilterra disse:
 “Stiamo certi che questa venuta del Signore è vicina”.



Nel diciannovesimo secolo William Miller, considerato in genere il fondatore della 'Chiesa Avventista', predisse che Cristo sarebbe tornato tra il marzo 1843’e il marzo 1844’. Di conseguenza, a quel tempo alcuni si aspettavano di essere rapiti in cielo.

Il 24 maggio del 1954 migliaia di pellegrini si radunarono a Piazza S.Pietro a Roma per chiedere l’assoluzione dai peccati. Qualcuno aveva sparso la notizia della vicina fine del mondo.

mercoledì 11 luglio 2018

LA VITA DI CRISTO_ (66)


Noi conosciamo molto della vita e del pensiero di Cristo. I suoi insegnamenti sono stati attentamente esaminati e interpretati nel corso dei secoli. Egli espresse concetti rivoluzionari per i tempi in cui è vissuto e in realtà alcune cose  che disse risultano ancora incomprensibili oggi a molti. 

In un’occasione  usò questa espressione: 
“Verissimamente vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. Chi si nutre della mia carne e beve il mio sangue, ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno; poiché la mia carne è vero cibo, e il mio sangue è vera bevanda. Chi si nutre della mia carne e beve il mio sangue rimane unito a me, e io unito a lui.”

Quale conseguenza ebbero queste sue parole? Molti dei suoi discepoli, avendo udito questo, dissero: “Questo discorso è offensivo; chi lo può ascoltare?” E il vangelo continua: “Per questo molti dei suoi discepoli se ne tornarono alle cose [lasciate] dietro e non camminavano più con lui. Perciò Gesù disse ai dodici: ‘Non ve ne volete andare anche voi, vero?’ Simon Pietro gli rispose: ‘Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna;  e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio”.



Cosa possiamo imparare da questo episodio della vita di Cristo?

La Bibbia e in particolare i Vangeli sono stati scritti in una maniera così semplice che realmente tutti possono comprendere lo spirito di quello che vogliono trasmettere. Significa questo che ci deve essere tutto chiaro al 100/100?

Ci sono cose scritte nella parola di Dio, e io l’ho letta tante volte, a cui io non sempre riesco a trovare spiegazioni, alcuni versetti, delle frasi, degli avvenimenti, e so anche che Geova l’ha fatta scrivere in maniera tale che chi vuole trovare una scusa per lasciare la verità riesce a trovarla senza problema alcuno.

Faccio solo qualche esempio: 
1)-     La condizione e l’infelicità di tante donne nel periodo in cui Geova tollerò la poligamia praticata anche da suoi servitori;

2)-    Quando leggo agli inizi di primo re le raccomandazioni di Davide a suo figlio Salomone, in cui gli fa un elenco di persone che dovrà mettere a morte, mi viene sempre in mente una scena di un film su soggetto mafia, in cui mentre si festeggiava un matrimonio, nella stesso momento venivano uccise alcune persone su incarico di chi stava festeggiando al matrimonio;

3)-     E certamente per chi ama gli animali veramente, non mi riferisco a quelli che dicono di amare gli animali e poi se li mangiano, risulta difficile comprendere perché Geova abbia a un certo punto dato all'uomo il comando di mangiarli, o perché per tanti secoli nel tempio, per ricevere il perdono Divino, sia stato necessario scannare milioni di animali innocenti.  

Le parole di Pietro: “ Da chi ce ne andremo solo tu hai parole di vita eterna” ci devono indicare la giusta strada, insieme alla consapevolezza che sicuramente in futuro ci sarà tutto più chiaro. 

martedì 19 giugno 2018

LA VITA DI CRISTO_ (65)


Al tempo in cui Gesù Cristo visse sulla terra, a Giovanni il battezzatore, fu tagliata la testa e messa su di un piatto. Cosa aveva fatto di male? 
Il Vangelo di Matteo ci da la risposta:

“ Erode aveva arrestato Giovanni e l’aveva legato e l’aveva messo in prigione a motivo di Erodiade moglie di Filippo suo fratello.  Poiché Giovanni gli diceva: “Non ti è lecito averla”! Comunque, benché volesse ucciderlo, temeva la folla, perché lo ritenevano un profeta.  Ma quando si celebrava il compleanno di Erode, la figlia di Erodiade ballò alla [festa] e piacque tanto a Erode che egli promise con un giuramento, di darle qualunque cosa avesse chiesto. Quindi essa, dietro istigazione di sua madre, disse: ‘Dammi qui su un piatto la testa di Giovanni il Battista’.

Benché se ne rattristasse, il re, per riguardo verso i suoi giuramenti e verso quelli che giacevano con lui, comandò che [le] fosse data;  e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. E la sua testa fu portata su un piatto e data alla fanciulla, ed essa la portò a sua madre”.



Qualcuno a volte si è fatta la domanda: di come si comporterebbe la gente se Cristo fosse presente ai nostri giorni. Gesù aveva e ha chiare le idee sui giusti comportamenti morali, su ciò che è appropriato per uno che si professa suo seguace.

Direbbe sicuramente delle cose che a tanti darebbero fastidio. La gente, per lo più, non ama chi dice la verità. Vuole la libertà assoluta, e specie sul campo sessuale vuole fare ciò che vuole. Odia chi mette delle regole.

Molti cercherebbero d’imitare Erode, eliminando chi dice e afferma ciò che è convenevole, ma contrario alla vita comune!

sabato 26 maggio 2018

LA VITA DI CRISTO_ (64)


Anche se è vero che i geni possono contribuire a plasmare la nostra personalità, non ne sono i soli responsabili, è chiaro che ci sono altre concause. 

Un fattore importante è l’ambiente in cui cresciamo, che nei tempi moderni ha subito cambiamenti radicali. Pensate all'influenza che hanno sui giovani d’oggi gli spettacoli a cui assistono e i divertimenti in voga.



 Un libro osserva che è improbabile che i figli sviluppino sani principi morali quando:  “Crescono guardando per decine di migliaia di ore, spettacoli televisivi e film in cui la gente è assalita, presa a fucilate, accoltellata, sventrata, fatta a pezzettini, spellata o squartata. Quando crescono ascoltando musica che esalta stupro, suicidio, droga, alcool e bigotteria”. — ‘Boys Will Be Boys’.

Come fa la gente quando ascolta nei telegiornali quello che accade nel mondo a rimanerne sorpresa? 

Quindi sono gli esempi sbagliati, i genitori poco attenti e desti ai reali bisogni dei figli e i modelli sociali per niente edificanti a perpretare la malvagità nel mondo. 

Gesù Cristo oggi dovrebbe combattere aspramente con la gente non per convincerla a non peccare, ma per convincerla che sta peccando!

martedì 24 aprile 2018

LA VITA DI CRISTO (63)


E’ stato osservato che, se un topolino si rende conto di non riuscire a raggiungere un pezzetto di formaggio chiuso dentro una gabbietta, cerca tutte le strade alternative per arrivare al suo obbiettivo. Alla fine capovolge la gabbietta, la spinge nel vuoto e continua a non arrendersi. 

Invece gli uomini quando hanno difficoltà a fare qualcosa, danno la colpa agli altri. Si è portati sempre ad incolpare qualcun altro o qualcos'altro dei propri errori. 

E alcuni dicono: << E se la colpa fosse di come siamo stati fatti? >>

Certo la colpa è di tutti, anche di Dio, ma mai nostra!



E ci si mettono anche gli scienziati che oggi promettono la possibilità di eliminare le nostre caratteristiche sbagliate o  indesiderate, attraverso l’ingegneria genetica. Il recente successo avuto nel mappare l’intero genoma umano, ha dato un nuovo impulso a tali aspirazioni impossibili. 

Ecco allora che quasi nessuno pensa a cambiare, a migliorare, alla possibilità di comportarsi diversamente, a cercare di evitare quello che la parola di Dio considera sbagliato.

Che ne può pensare Cristo di questi modi di pensare? Circa 2000 anni fa, dopo aver sanato un paralitico, Gesù spiegò chiaramente quale era, e quale rimane anche oggi, il problema più grande dell’essere umano, Gli disse in modo esplicito:

 << Ecco, sei guarito; NON PECCARE PIU'!  >>

lunedì 2 aprile 2018

LA VITA DI CRISTO (62)



Forse in nessuna epoca della storia i confessori hanno avuto tanto poco lavoro come oggi. 

Nessuno vuole accettare di riconoscere i propri errori, e questo specialmente in campo morale, d’altra parte dicono:  << Fanno tutti così. >>

 Riconoscere d’aver sbagliato significherebbe andare contro corrente, non essere alla pari con gli altri. 

Alcuni attribuiscono il raffreddamento verso gli obblighi religiosi al fatto che i fedeli rifiutano gli insegnamenti della chiesa su questioni come, controllo delle nascite e divorzio, altri danno la colpa alle gerarchie ecclesiastiche non ritenute  al passo dei tempi.



‘L’Economist di Londra’, osserva che nella chiesa alcuni riducono il concetto di peccato ad una semplice deviazione sociale. 

Vedere le cose in questa luce escluderebbe la situazione del peccato, richiedendo per la sua soluzione esclusivamente un trattamento terapeutico. Affermano anche che la colpa sarebbe da addebitare prevalentemente alle ingiustizie sociali che predispongono a comportamenti errati. 

In effetti oggi il concetto di peccato è talmente oscuro che molti, persino coloro che si dichiarano cristiani, si trovano in difficoltà a spiegarne anche semplicemente il concetto. 

E’ colpa dei geni dicono alcuni! Qualcosa collegato alla biologia, ai geni del singolo individuo. Infatti gli scienziati stanno lavorando sodo per trovare le cause genetiche dell’alcolismo, dell’omosessualità, della promiscuità, della violenza e d’altri comportamenti anormali. E credono che anche per il peccato deve essere cosi.

Certo per tanti sarebbe un sollievo scoprire di non essere responsabili delle proprie azioni, ma di essere semplicemente  vittima della naturale costituzione genetica.

<< Hai visto? Non è colpa mia, sono nato così! >>

mercoledì 21 febbraio 2018

LA VITA DI CRISTO (61)


Secondo un sondaggio pubblicato in un settimanale cattolico Francese, ‘Le Pèlerin’: in questa nazione, dove la maggioranza delle persone si dichiara cattolica, un sorprendente novanta per cento della popolazione non crede più nel peccato.

Per quel che riguarda gli Stati Uniti, diversi anni fa il dott. Karl Menninger, considerato il “padre" della psichiatria americana scriveva: 
<< Come nazione, abbiamo ufficialmente smesso di peccare una ventina d’anni fa. >>



In un suo libro Menninger, oltre a dire che la parola peccato era quasi scomparsa dal vocabolario, affermava anche che:
<<  L’ultima volta che un Presidente Americano ha menzionato in pubblico il peccato fra i principali problemi del paese è stato nel 1953. >>

Un sinodo mondiale dei vescovi tenuto a Roma, e a cui hanno partecipato alcune centinaia di vescovi cattolici romani, aveva l’obbiettivo, riferiva il ‘New York Times’, d’invertire il drastico calo nel numero dei cattolici che vanno a confessarsi. 

Il problema è che nella società moderna tutti si ritengono onesti e incorruttibili. Ci troviamo dinanzi a fenomeni sociali che ci fanno capire sempre più quanto il concetto del peccato sia in ribasso.

La norma è: << Che c’è di male, fanno tutti così! >>

mercoledì 7 febbraio 2018

LA VITA DI CRISTO_ (60)


Non riconoscere più il “peccato”, ha prodotto una generazione di persone con un senso del bene e del male seriamente distorto. Esse si sentono libere di stabilire le proprie norme di comportamento, e non si sentono responsabili nei confronti di nessuno, qualunque cosa decidano di fare. Per tali persone sentirsi a posto con se stesse è l’unico criterio per giudicare se una certa linea di condotta è giusta. 

La rivista ‘Newsweek’, prendendo in considerazione questo argomento in un articolo
si è chiesta:  << Che ne è stato del peccato? >> 

A quali conclusioni è giunta?
“ Il pressante senso del peccato, è quasi scomparso dall'attuale modo di fare ottimistico della religione americana. ” 



I parrocchiani non vogliono sentire sermoni che potrebbero scuotere la loro autostima. E tra i cattolici quello di confessarsi regolarmente ad un sacerdote è divenuto un rito sorpassato. Perfino un papa più di 60 anni fa osservò:
<< Il peccato del secolo è la perdita del senso del peccato. >>

E così! La nostra generazione si rifiuta di ammettere il peccato e la colpa. 
In un libro (Whatever Became of Sin?) In cui chiedeva cosa fosse successo al peccato, il dott. Karl Menninger affermò: 
<< La stessa parola, ‘Peccato’ è quasi scomparsa, e con la parola, il concetto.  Perché? Nessuno pecca più? >>

La verità è che oggi molti hanno perso la capacità di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. E' così sia in Oriente che in Occidente, le persone, libere da questo “fardello”, sembrano vivere tranquille e soddisfatte, l’idea del peccato non le turba affatto, non le turba più.

sabato 30 dicembre 2017

LA VITA DI CRISTO (58)


Molti che oggi affermano di riconoscere Cristo come loro Signore non sono da lui approvati. 

Il teologo cattolico Andrew M. Greeley, rispondendo all'asserzione che, Il cattolicesimo sia una religione fatta di regole e che per essere cattolici sia necessario osservarle tutte, ha affermato di recente:
 “ Non è così e non lo è mai stato. Si può infrangere ogni specie di regole e rimanere cattolici. ” 



Per fare un esempio ha dichiarato che:
 “ Una persona può disapprovare i rapporti prematrimoniali, e infatti, anche io li disapprovo. Si può pensare che siano peccato, e probabilmente lo sono. Ma ciò non vuol dire che automaticamente, quelli che approvano tale comportamento, perdano il diritto di far parte della Chiesa, né che quelli che effettivamente seguono tale condotta verranno mai estromessi dalla comunità. La grande intuizione del cattolicesimo è sempre stata quella di tracciare un limite molto ampio, in modo da includere quante più persone è possibile nel loro ovile. ”

Ma questa, è risultata essere una “Grande Intuizione”, o un evidente, "Fallimento morale?" Accettando questi compromessi  non si è messo completamente da parte l’insegnamento di Cristo nella vita della gente? 

 Cambiare l’insegnamento di Cristo per adeguarlo alla vita che gli uomini desiderano vivere è, senz'altro comodo, ma vano agli occhi di Dio! 

sabato 16 dicembre 2017

LA VITA DI CRISTO_ (57)


Un motivo per cui molti pensano che tutte le religioni sono buone, è dovuto al  moderno crescente spirito liberale. La gente fa di tutto per non dare l’impressione di essere fanatica o di avere una mentalità ristretta.  

Un altro motivo per cui alcuni dicono che c’è del buono in tutte le religioni è che la maggioranza delle chiese parla di pace, e insegna che non si deve assassinare, mentire, rubare o fare del male al prossimo. Ci sono poi chiese che hanno fondato scuole e ospedali per assistere i bisognosi, e alcuni gruppi religiosi hanno tradotto e distribuito la Bibbia ovunque.

Dalle parole che troviamo però nella Bibbia, risulta chiaramente che Gesù non condivideva  la popolare opinione ecumenica odierna secondo cui tutti quelli che, a modo loro, seguono qualche religione hanno l’approvazione di Dio. 

Oggi esiste il ‘Concilio mondiale delle chiese’, movimento ecumenico fondato nel 1948 da capi religiosi soprattutto americani ed europei. Esso è composto di più di trecento comunità, ed è diffuso in più di cento nazioni. Si riscontra però, che questo movimento viaggia a cavallo tra, attivismo politico, religione e purtroppo molte altre discutibili attività. 



Ogni anno si radunano in variopinti congressi. Qualche anno fa se n’è tenuto, uno a Canberra, in Australia. Per avere solo una vaga idea di quello che avveniva:
Prima della funzione che lo inaugurava, i delegati passarono attraverso il fumo di un fuoco di foglie, un vero e proprio rito pagano di purificazione. I presenti ascoltarono un nastro su cui erano registrati suoni d’insetti e assistettero alla danza di un ballerino che impersonava un canguro. Il giorno dopo, mentre due aborigeni danzavano sfrenatamente, un teologo sud-coreano, si mise a invocare gli spiriti dei morti, ed esortò i fedeli, oltre 4000 persone, a leggere la Bibbia dal punto di vista degli uccelli, dell’acqua e dell’aria e degli alberi, e a “Pensare come una montagna”.  

Avete mai provato a leggere la Bibbia immaginando di essere un uccello? Avete mai provato a pensare come pensa una montagna? Provate! Il tutto era certamente spettacolare, ma si poteva definire in armonia con Cristo?  

Alcuni degli stessi delegati protestarono contro l’animismo, lo spiritismo e le strane credenze presentate al congresso.  Ammisero che i presenti sembravano operare di operare più con l’attivismo politico che come una religione.  Cosa può avere a che fare Gesù Cristo con queste cose?

lunedì 27 novembre 2017

LA VITA DI CRISTO (56)

L’idea che certuni possono essere giudicati da Dio e addirittura distrutti per sempre, ripugna la maggioranza delle persone. Ma anche organizzazioni e pseudo religioni  la contrastano recisamente.

Per esempio, gli “Universalisti”, un'organizzazione religiosa nata nel 1961, sono uniti dalla comune ricerca per la crescita spirituale e mirano a creare una fede universale che inglobi i valori umanisti insiti nella totalità delle tradizioni religiose con un rapporto individuale con il trascendente. Essi sono convinti che alla fine tutti gli uomini avranno da Dio la salvezza. 

Già nel lontano III secolo E.V, il teologo Origene, auspicava la salvezza finale di tutti. Ma senza andare così lontano nel tempo, anche oggi alcuni, che dicono d’essere cristiani, esprimono l’opinione che alla fine dei tempi Dio mostrerà la sua misericordia a tutti indistintamente. E opinione diffusa che:
“Le varie religioni sono solo, strade diverse che portano allo stesso Dio”.

.....................................

Ma di sicuro sconcerta molto, la varietà di fedi religiose oggi presenti sulla terra abitata, si parla di una decina di culti principale e di circa 10.000 sette. 

Sapevate che, tra le altre, esiste una religione i cui seguaci si chiamano: “Adoratori di Kennedy”?
Sono solo qualche migliaio e  credono che il defunto presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy, assassinato a Dallas nel 1963, possa guarirli da malattie congenite o persino incurabili. Già A partire dal 1970 vennero segnalate un centinaio di guarigioni attribuite a lui.



Un altro fenomeno moderno è la cosiddetta: “Gente di Gesù”. Giovani in vecchi abiti, con abbondanti capelli, che  camminavano alcuni anni fa lungo il famoso ‘Sunset Boulevard’ di Hollywood distribuendo inviti per le loro riunioni. In molte città, questi giovani vestiti in blu jeans e magliette dalle maniche corte, rivolgevano nelle vie l’esortazione di:  “Accettare Gesù”. Chiamati anche, “Fenomeno di Gesù” o “Cristiani delle vie”, attaccavano manifesti di Gesù, portavano bottoni di Gesù, e sui paraurti delle loro auto avevano incollato etichette con la scritta: “Suonate la tromba, se amate Gesù”. 

E che dire, della chiesa chiamata, “Ministero della Saggezza Universale?” Si basa sulla credenza nei dischi volanti, e il suo fondatore sostiene di aver ricevuto in un dato giorno, un passaggio da uno di loro alle due del mattino. 

Chi poi non ha sentito parlare del suicidio in massa nella Guyana, di oltre 900 appartenenti al ‘Tempio del Popolo’, la setta fondata dal “Reverendo” Jim Jones?

Si potrebbe continuare ancora a scrivere altro, ma la decenza richiede di fermarsi. 
Queste sarebbero: “ Strade diverse che portano a Dio? “


martedì 14 novembre 2017

LA VITA DI CRISTO (55)


Per molti è difficile da capire questa espressione di Gesù Cristo che troviamo nel Vangelo di Matteo 7:13-14: “Entrate per la porta stretta; perché ampia e spaziosa è la strada che conduce alla distruzione, e molti sono quelli che vi entrano; mentre stretta è la porta e angusta è la strada che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano.”

Nel Vangelo di Luca questo stesso pensiero è espresso in una maniera un poco diversa:
E viaggiava di città in città e di villaggio in villaggio, insegnando e continuando il suo viaggio verso Gerusalemme. E un uomo gli disse: “Signore, sono pochi quelli che sono salvati?” Egli disse loro: “Sforzatevi con vigore per entrare dalla porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrare ma non potranno.”

Secondo questo pensiero di Gesù, la stragrande maggioranza dell’umanità non avrebbe l’approvazione di Dio. Il motivo è che la gente preferisce non la via stretta, una vita di devozione e  ubbidienza alle leggi di Dio. Ma una via larga, comoda, liberale, egoistica ed edonistica, dedita alla ricerca del piacere.

Il cosiddetto, Cristianesimo, è la religione più diffusa nel mondo, con oltre un miliardo e 700 milioni d’aderenti alle sue diverse confessioni. Non contrasta questo, con il pensiero di Gesù di una via stretta e percorsa da pochi?

Cristo spiegò a suo modo, questa situazione:
“Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?’  E allora io confesserò loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità.”



Lo storico H. G. Wells, nel suo libro: ‘The Outline of History’, fa notare che sin dall'inizio molti non furono disposti a seguire Cristo. “Prendere [Cristo] sul serio”, dice Wells, “Significava cominciare una vita strana ed inquietante, lasciare abitudini radicate, dominare istinti e passioni, cercare una felicità incredibile”. 

Charles Malik, ex presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, riferendosi ai comportamenti dell’uomo moderno, sia religioso che laico, affermò: “Se solo la gente fosse all’altezza della situazione, se solo non fosse sopraffatta dalla mollezza e dall’apatia, se solo vincesse la propria avidità, se solo fosse moralmente forte, se solo non fosse egoista e gretta, se solo non fosse meschina e malevola e stupida, se solo fosse grande, se solo sapesse cosa è in gioco, se solo non fosse ipocrita.”

Se solo sapesse cosa è in gioco? Oltre 19 secoli fa, Cristo Gesù disse chiaramente cos'è in gioco! Le nostre prospettive di vita future.

L’idea che certuni possono essere giudicati avversamente da Dio, addirittura distrutti per sempre ripugna. Da fastidio a chi è convinto che alla fine tutti gli uomini avranno da Dio la salvezza. Già nel lontano III secolo E.V, il teologo Origene, auspicava la salvezza finale di tutti. Ma senza andare così lontano nel tempo, anche oggi, alcuni che dicono d’essere cristiani, esprimono l’opinione che alla fine dei tempi Dio mostrerà la sua misericordia a tutti indistintamente. E opinione diffusa che:
“Le varie religioni sono solo, strade diverse che portano allo stesso Dio”.

Ebbene non abbiamo timore di dirlo apertamente: Gesù Cristo non la pensava così!

martedì 7 novembre 2017

LA VITA DI CRISTO (54)


 << Dieci sono stati purificati, non è vero? Dove sono dunque gli altri nove? >>
Questa domanda fatta da Gesù Cristo 2000 anni fa, spiega come l’ingratitudine degli uomini e qualcosa che gli dispiace tantissimo. Noi come possiamo evitare questa caratteristica così comune  nel mondo d’oggi?
Cos'è che rende ingrate le persone? Sostanzialmente l’egoismo. Esistono vari gradi d’egoismo che vanno dalla mancanza di considerazione, all'egocentrismo. La persona irriflessiva può meravigliarsi o addirittura dolersi se gli si fa notare che è stata irriconoscente, l’egocentrico invece non s’inquieta affatto. In entrambi i casi, è ovvio, deve esserci un difetto da correggere.

Un cuore grato, al contrario, abbellisce una persona. Dà pace e soddisfazione. Arricchisce il carattere. "Grazie", è una parola semplice, ma come riscalda il cuore! Non ci vuole molto fiato per dirla, eppure spesso è ignorata.

Una volta un tassista restituì ad un uomo il portafoglio che aveva dimenticato nel suo taxi. Che gesto lodevole! Il proprietario prese il portafoglio senza dire una parola. Immaginate come restò male il tassista per questa ingratitudine?
 << Non volevo niente da lui, se soltanto quel tizio avesse detto, grazie . >>
Un gruppo di studenti delle superiori aveva formato un circolo allo scopo di aiutare la gente. Assistevano automobilisti in difficoltà riparando gomme a terra o rifornendoli di benzina se rimanevano inaspettatamente senza. Inoltre cercavano di essere d’aiuto agli altri in mille altri modi. Non chiedevano denaro per i loro servigi. Avrebbero apprezzato solamente una lettera di ringraziamento da tenere nell’archivio del circolo. Il risultato?

<<  Finora abbiamo ricevuto solo due lettere, benché le registrazioni del nostro circolo indichino che nei due anni da quando ci siamo organizzati, abbiamo assistito oltre 150 automobilisti. >>

E se qualcuno vi salvasse la vita? Pensate che dono vi farebbe! Eppure un uomo rischiò la vita per salvare i passeggeri di una nave che stava per affondare strappandone 17 alla morte. Quando anni dopo gli fu chiesto cosa gli era rimasto più impresso di quel salvataggio così ardimentoso, rispose:
<< Solo questo, delle diciassette persone che ho salvato, neanche una mi ha mai ringraziato. >>

Nel primo secolo Cristo benché compisse molte opere miracolose, e nonostante le guarigioni a immense folle di persone, pur aiutando materialmente e spiritualmente e dando speranza a tanti, dovette scontrarsi con questo problema.

Eppure la sua venuta sulla terra implicava qualcosa di estremamente grande, come egli stesso affermò:
<< Non sono venuto per essere servito, ma per servire e per dare la mia anima come riscatto in cambio di molti. >>

Dare la vita per persone che alla fine ti ignorano, ti bestemmiano e non mostrano il minimo apprezzamento! Naturalmente per quello che Cristo ha fatto per noi, dovremmo essere disposti a rendere più che un distratto ringraziamento.

Una volta un ragazzo che stava annegando in un fiume e fu salvato da un passante, gli disse:
<< Grazie di avermi salvato la vita. >>

Molto interessante fu la risposta che ebbe dal suo salvatore:
 << Figliolo, crescendo fa in modo che la tua vita sia degna di essere stata salvata. >>


Non è questo un invito per mostrare sempre gratitudine e riflettere su come stiamo usando la nostra vita? 

martedì 31 ottobre 2017

LA VITA DI CRISTO (53)


Gesù Cristo aveva guarito 10 lebbrosi, ma solo uno era tornato per ringraziarlo. La domanda di Gesù: “Dove sono dunque gli altri nove” contiene un importante insegnamento per noi oggi. 

I nove rivelarono una grave mancanza: non manifestarono Gratitudine. Oggi l’ingratitudine è molto comune, la storia capitata ad una persona anziana che aveva preso in simpatia un giovane extracomunitario da poco arrivato in Italia lo dimostra chiaramente.

Aveva deciso di aiutare questo sfortunato giovane, così lo mandò a chiamare e gli promise che ogni mese gli avrebbe regalato un milione di lire. Possiamo solo immaginare la gioia, la Gratitudine, l’emozione che questo giovane provò, e quanti baci e ringraziamenti profuse verso il suo benefattore. E continuò a manifestare per qualche tempo questa Gratitudine, ma sempre con minore intensità. Alla fine, dopo alcuni anni che riceveva regolarmente questo immeritato dono, arrivava a malapena a proferire un distratto grazie.
Quando il vecchietto non fu più in grado di aiutarlo, l’extracomunitario arrivò a minacciarlo, lo voleva addirittura uccidere! 



La stessa cosa è successa ad alcuni uomini ricchi che hanno sposato una donna povera. Essi immaginavano, che abituata alla povertà, la donna sarebbe rimasta grata e riconoscente nel tempo, che delusione! Dopo un po di tempo le ex povere spendevano come pazze. 

Quando alcuni mariti ricchi, delusi ed amareggiati hanno chiesto il divorzio, le ingrate gli hanno divorato somme enormi di mantenimento. C’è chi ha addirittura venduto la sua storia a qualche rivista scandalistica. A sentire loro la vita gli era stata rovinata da un uomo cinico e crudele!

La Gratitudine non si dimostra semplicemente con le buone maniere; Essa ha origine dal cuore. Come possiamo imparare a provare sincera Gratitudine? Siccome i nostri sentimenti dipendono in gran parte da ciò che pensiamo, per imparare a provare gratitudine si deve anzitutto riflettere e meditare riconoscendo quanto stiamo ricevendo. 

Con gli altri non viviamo in universi paralleli, le nostre vite s’intersecano in continuazione  e quando i nostri sforzi di contribuire al bene comune sono presi per scontati o accettati con aria accondiscendente, quando il servizio che paghiamo c’è reso mal volentieri, quando facciamo tutto il possibile per essere gentili solo per ricevere in cambio sguardi accigliati o sospettosi, quando la nostra amorevole considerazione per gli altri è presa come un segno di debolezza, in questi casi la gelida ingratitudine ci ferisce tantissimo. 

Naturalmente, noi siamo fatti così, ci accorgiamo subito se qualcuno mostra ingratitudine verso di noi, ma facciamo fatica a capire quando e se siamo noi a mostrarci poco grati. 
Riflettiamo allora con attenzione sulla domanda di Gesù Cristo: "Dove sono dunque gli altri nove?"