Salerno di notte

Salerno di notte
SALERNO SENSACIONAL

sabato 26 aprile 2014

LA SALERNO CHE FU’ ! (1)


Abitavamo di fronte al vecchio stadio di calcio di Salerno, il Donato Vestuti, in palazzine popolari costruite all'epoca del fascismo. Li sono diventato ragazzo e poi giovane. Ricordo le paure da bambino! Lo stadio era stato costruito sopra un precedente cimitero, così i grandi ci raccontavano paurose storie di morti, probabilmente allo scopo di farci stare più quieti possibile. 
La cosa comunque risultava molto difficile. 



Andavamo a scuola la mattina e poi tutto il giorno in strada a giocare. 
Molti bambini del tempo giocavano alla “Carrozz.” Essa era il risultato di una accurata, lunga e meticolosa costruzione di un carretto di legno che potesse sfrecciare lungo le discese. Si costruiva montando dei cuscinetti d'acciaio a sfera, come ruote, ai lati di una solida piattaforma di legname di circa uno/due metri quadri di forma rettangolare. Il manubrio era costituito dall'unico cuscinetto anteriore sterzabile con una staffa. 
Altri bambini giocavano alla “Campana!”  Si tracciava col gesso sui marciapiedi un tracciato fatto di 10 caselle numerate: prima la 1 e la 2, in seconda fila solo la 3, poi la 4 e 5 e così via. Ciascuno si sceglieva un sasso scegliendolo attentamente, perché sarebbe servito per lanciarlo nelle caselle: se la pietra usciva fuori dai bordi della casella perdevi il turno, altrimenti potevi saltellare. Poi c’era Il gioco dei tappi. Consisteva nel tracciare una pista per terra con curve e rettilinei, posizionando all'inizio della pista dei tappi (di solito nei tappi c'erano le foto dei ciclisti ). Ogni bambino che possedeva un tappo aveva diritto ad un tiro ad ogni turno. Lo scopo era quello di arrivare primi al traguardo. Il tiro si effettuava spingendo il tappo con uno scatto dell'indice della mano. Se il tappo andava fuori della pista si tornava indietro rincominciando dall'ultimo tiro effettuato.
Poi veniva il tempo delle palline, di ogni colore, di ogni grandezza, c’erano quelle di vetro, quelle di acciaio. E si dovevano tirare queste palline per centrare una piccola buca. 



Quando iniziava il campionato di calcio, cominciava lo scambio delle vecchie figurine Panini. Così si andava alla ricerca dei soldini necessari agli acquisti. Tentando di scambiare i doppioni inevitabili.
Esistevano innumerevoli altri giochi che cambiavano secondo le stagioni.

I nostri giochi però non erano sempre così tranquilli. Eravamo veramente parecchi ragazzini in fase di crescita, a quel tempo la famiglia media non contava  meno di cinque figli e non sempre i nostri giochi erano così tranquilli. Non immaginereste mai cosa riuscivamo a combinare… 





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